Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 255
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0263
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Q V I N T O . 2,55

della riflessione , non a quella forza repul-
siva che dite ora, ma al dare che fa la
luce , secondo che pur diceste , nelle par-
ti solide de’ corpi, donde è rimandata in-
dietro , come una palla che dà in terra .
Ciô è pur facile ad intendersi, e naturale
ad avvenire . Ed io ripresi in tal modo :
Madama, io usai allora il linguaggio de’ h-
losofi volgari per condiscendere al nostro
immaginare . Ma sapete voi quale incon-
veniente dovrebbe nascere , essendo vero
ciò , che par tanto naturale ? E’ non ci sa-
rebbe specchj al mondo , non ci sarebbe
cosa, che ne potesse presentare la nostra
immagine . Oh ! questo si, disse la Mar-
chesa mezzo sorridendo , che ci tocca nel
vivo. Perchè possiate vedervi, io seguitai,
dentro allo specchio, conviene, che i rag-
gi, come già avete inteso , i quali dal vo-
stro volto vànno a esso specchio , se ne ri-
tornino a voi con la stessa stessissima in-
clinazione, con cui vi andarono, senza che
dalla riflessione sieno turbati per niente ,
o disordinati in qualunque modo si sia .
Ora, quando ciô avesse da avvenire in vir-
tù dei raggi riflessi dalle particelle compo-

nenti
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