Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 256
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0264
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256 D I A L O G O

nenti la superficie dello specchio , sarebbe
necessario, non è dubbio, che la superfl-
cie tutta si fosse perfettamente liscia e pu-
lita : altrimenti , se vi ha delle asprezze ,
delle ineguaglianze qua e là , che vale a
dire, se le parti della superficie formano
come altrettanti rialti, o piani variamente
inclinati ; i raggi rifiessi non potranno più
dirigersi verso is medesimo luogo ; ma se-
guendo appunto la inclinazione di ciascu-
no di que’ piccioli piani, verranno sparpa-
gliati da ogni parte , nè potran rendere la
immagine dell’ oggetto , che loro si affac-
cia. E gli specchj, disse la Mar*chesa, non
sono eglino cosi puliti, come voi dite che
hanno da essere ? No certamente , io rispo-
si : e con efsetto, se voi guardaste col mi-
croscopio le supersicie di quelli, le vedre-
ste scabrose ed aspre , non altrimenti che
all’occhio nudo è lo specchio delle acq-ue,
quando sono increspate dal vento . Consi-
derate ora da per voi, Madama, con qual
disordine sarebbe dagli stessi specchj rifles-
so il lume , quando venisse riflesso dalle
particelle della superficie , e non da una
forza, che muove e risulta dal totale del

corpo ,
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