Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 257
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0265
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Q U I N T O . 2^7

coi'po r e in paragone di questa le piccio-
line forze di esse particelle, le quali, quan-
to è in loro , pur vorrebbono gettare i rag-
gi per ogni verso , si rimangono affatto in-
sensibili. Ma voi, soggiunse la Marchesa,
mi fate forse più paura che non merita'
il pericolo . Coteste scabrosità , benchè in-
grandite dal microscopio , pur sono in sè
picciolissime . E se son tali, come si puô
egli venire in chiaro , che nelle particelle
delia luce debbano partorire di cosi gran
dis ordini ? Le scabrosità degli specchj , io
ripigliai , ci si rendono quasi palpabili per
mezzo de’microscopj ; ma non già le par-
ticelle delia itice : e da ciò si puô arguire
la incredibile loro picciolezza, che per quan-
to vengano ingrandite anch’ esse da quegli
ordigni, pure isfuggono la nostra vista, e
ci rimangono del tutto invisibili. Anzi tan-
to è lontano , Madama , ch’ elle cader ne
possano sotto i sensQ ehe fate pure di prov
vedervi del più valente mieroscopio , e ar-
matevene l’occhio; e i pori di cotesto vo-
stro diamante, pe’ quali passa la luce in
grandissima copia , vi rimarranno anch’essi
inyisibili. Che più? le particelle della lu-
To; II. R

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