Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 258
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0266
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0266
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
£>.58 D I A L O G O

ce sono verso le scabrosità degli specchj
come altrettante pallottole di bigliardo, che
dessero contro a cotesti nostri altissimi mon-
ti . E buon per noi, che sieno più che
minutissime . La forza de’ corpi risulta dal-
la quantità di materia , che contengono in
sè, o sia dalla massa, e dalla velocità con
cui muovono : talchè un granello di piom-
bo puô aver forza di fare altrui un mal
gioco per la velocità soltanto , che gli dà
la polvere d archibuso , da cui è spinto .
Ora le particelle della luce sono spinte con
tale incredibile velocità,
che 7 muover suo nessun volar pareggia .
Secondo la bella scoperta di un Danese
per nome Romero , in un mezzo quarto
d’ ora , e non più , viene da esse corso lo
spazio di quasi cento milioni di miglia nel
venire dal sole alla terra . Vedete i più
bravi corsieri d’Inghilterra , che in un mi-
nuto hanno già fatto un miglio , essere al
paragone più tardi che testuggini . Poichè
adunque tale , e tanta è la loro velocità ,
convien dire , che la massa di ciascuna sia
quasi che inHnitamente picciola : altrimen-
ti la luce scagliata dal sole menerebbe qui
loading ...