Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 259
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0267
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0267
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Q U I N T O , a5g

in terra la rovina del cannone, anzi che
drizzare , e aprire i fioretti nel loro stelo,
anzi che sviluppare, come fa > e niuovere
soavemente ogni cosa ;

Piacemi, disse la Marchesa , non aver-
vi prestato fede cosi di leggieri , Egli è
pure la buona regola in qualunque sia in-
contro, di non si mostrar troppo corrive
a credere . Si vengono ad avere iii tal mo-
do delle maggiorì prove di ciô > ch’ è ve-
ro, o di ciè , che si desidera lo sia . Ed
ora molto buon grado debbo sapere a voi,
che, rispondendo alle tante mie doman-
de, fate che il dubitare non meno mi gio-
vi, che il sapere , Ed io risposi : non ad
altri che a voi medesima ne dovete aver
grado ) Madama, che sàpete muover que'
dubbj ) che conducono alla verità. La ve-
rità è adunque , disse la Marchesa, fatto
un po’ di pausa, che îa luce è rimandata
da’ corpi, non già dopo avere in essi per-
cosso , ma prima ch' ella giunga a toccar-
ne la superficie . Strana cosa ad udire !
Non bastava adünque , che si mostrasse la
Vanità di quanto avea detto il Cartesio,
fehe pur pareva tanto natural'e, sulla causâ

R 2 del
loading ...