Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 266
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0274
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facsimile
2.66 D I A L O G O

lo avea collocato nella luce aperta del so-
le. Appena si mostrô in pubblico, che si
levô tra quei pochi, a’ quali era dato d’ in-
îenderlo, un grido di applauso , che risuo-
nô di mano in mano tra ogni schiera di
gente ; e ben presto ebbe del suo nome
ripieno il moxrdo : e il Neutono, quasi suo
mal grado , godè vivente , e in grembo
della sua patria, di quella gloria , di che
gli uomini grandi godono solamente appres-
so le nazioni forestiere mentre vivono, e
appresso i loro compatrioti dopo morte.
Ma ben era d dovere , che in singolar
maniera esaltato venisse colui, il quale avea
recato l’uman genere a quelhultimo grado
di sapere, a cui gli è forse dato di giugnere.
Che se noi non ne sappiamo più là, non è
colpa del Neutono, ma delia picciola porta-
ta del nostro ingegno , o piuttosto del poco
numero di sensi, onde fornito è 1’ uomo.
Sono essi quasi ie porte per cui entra nelF
anima ogni nostro sapere : e se di alcuno
altro senso , oitre a queili che ne sono ca-
duti in sorte, ne fosse stata cortese la na-
tura • di nuove cognizioni saremmo venu-
ti acquistando senza dubbio , di nuove qua-

lità
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