Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 268
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0276
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del nuoyo mondo, che ce gli farehboncà
credere più che uomini, e non sono altro
in sostanza che selvaggi. Non per tutto
questo, io risposi, noi avremino da porta-
re invidia agli abitanti di Giove, Si potria
dare, che vedessero meglio di noi, che
cosa sono in se stessi i colori, ma non ne
godessero come noi, q_uando misti gli ve-
diamo su d’ una bella guancia : e se più
distintamente di noi conoscono le attrazio-
ni del cielo ; forse quelle più dolci della
terra non sono da essi cosi vivamente sen-
tite, come da noi. Se si ha a dar fede al
piacevole storico di quei mondi ; in quel
pianeta, dove non sono rattristati da Mar-
te, non han perô Yenere che gli conso-
li : e in ogni cosa ci sono dei compensi :
e ben noi saremmo i male accorti a vo-
lerci sopra i nostri difetti tormentar l’in-
gegno , e pigliar malinconia. Non ci man-
cheranno nè piaceri, nè cognizioni, se dei
sensi, che ne sono toccati in sorte, fare-
mo queiruso, che si conviene . E già voi >
Madama, ne sapete assai più, che al dire
di molti non è mestieri a una dama ; voi
che sopra un versetto, sopra una luce sec-

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