Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 276
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0284
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s,y6 D i A L o G o

No certamente , diss'io, s’ ella pur è una
vecchia dottrina , che dalla varia mescolan-
za delia luce e deli’ombra ne nascono i
varj colori ; e che , con qualche scambiet-
to di parole , è stata nuovamente riprodot-
ta anche in Francia. Lodato sia Iddio ,
disse il sig. Simplicio, che sarà ora da spe-
rare , che un tal sistema abbia da trovar
grazia tra noi dinanzi agli occhi di moiti.
Ma iinalmente, disse la Marchesa, un si-
stema di filosofia non è una tabaccliiera nè
una cuffia ; e perè non è da credere vo-
giiano riceverlo nè meno dalle mani de’
Francesi , senza farvi su un poco di esa-
me. Domanderanno, per esempio,, quelio
che mi resta ancora da intendere, perchè
similmente un pittore con gesso , e carbo-
ne non possa formare tutti i colori ; se
vero è, che da altro originati non sieno ,
che dal chiaro e dalsoscuro . Come mai,
Madama , egli soggiunse , potrebbe giunger
l’arte delFuomo ali’arte della natura? e
l’arte appunto sino ad ora incomprensibi-
ïe della natura, e da non contrafsarsi da
noi, viene maravigliosamente svelata nel
iibro clelïe ajjezwni ctel hime ’• non già,

come
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