Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 279
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0287
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S E S T O . 2-79

istorcere , e interpretare a suo favore i sen-
si della natura ;

qui non v ha luogo ingegno di sofista.
La Hsica ha ella dimostrazioni più palpa-
bili, più chiare di queste? A me per al-
tro, disse la Marchesa, saranno sempre
inintelligibili, sino a tanto che non mi si
dichiari, che cosa veramente si vuole in-
tendere, quando dicesi un fondo scuro,
che raggia per un mezzo chiaro . Per quan-
to io ci abbia pensato su , non mi è riu-
scito mai di formarmene un giusto concet-
to nella mente . Quale è la cosa, rispose
il sig. Simpiicio , che non rimandi all’ oc-
chio nostro dei raggi poco o assai? Tutte
al certo , disse la Marchesa, ne mandano
poco o assai ; toltone giusto quelle che so-
no veramente scure. Già altri non vor-
rebbe per una buja notte avventurarsi a
camminare senza lume , o muover passo ,
je d’ aver gambe , o collo ha qualche spasso .
, A me pare tutt’uno il dire i raggi man-
. dati dalla oscurità, che la vista di un cie-
co, o la disinvoltura di un gofso. Feci
io qui bocca da ridere ; e si storse alquan-
to il sig. Simplicio , Ancora, riprese a dir

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