Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 281
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0289
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S E S T O . 281

de’raggi da esso riflessi, e apparirà l’az-
zurro . E cotesto azzurro, io soggiunsi, un
po’men chiaro, come essere pur dee , quan-
do il vetro non è nè cosi grosso , nè co-
si fortemente illuminato, sarà apparito agli
occhi dell’ Autore de’ canoni un violato ,
che è il coîore più vicino all’ azzurro, e
insieme più languido di quello.

Non è picciolo, disse la Marchesa, 1’
obbligo , che io pur debbo avervi, che in
cosi brevi parole dato mi avete la chiave
di un sistema . Di fatto , io ripigliai, che
il produrre tali maraviglie sia virtù tutta
propria del girasole , si vede a questo , che
rifatte le medesime sperienze con vetri o
cristalli ordinarj, cioè con mezzi puri e
innocenti , non nasce alcuna varietà di co-
lori. E perè il volere fondar canoni gene-
rali , o sia regole infallibili sopra esperien-
ze fatte con una viziata, dirô cosi, qualî-
tà di vetro , è lo stesso , che se uno aven-
do l’itterizia prendesse a sostenere, che
tutte le cose son gialle . Par che non sap-
piate , rispose il sig. Simplicio , o Hnghia-
te di non sapere, che oltre al girasole 1’
Autore si servi in quelle esperienze di

al-
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