Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 283
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0291
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0291
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
S E S T O . 283

o almeno a cavillarvi sopra. Che fecero in
Lonclra ? furono contenti quegli accademi-
ci di rifare quelle medesirne sperienze , va-
riando soltanto qualche circostanza in al-
cuna di esse ; e ciô per rimuovere ogni
qualunque dubbietà, ogni cavillo . Le spe-
rienze riconfermarono le verità già dimo-
strate, nè si cercô più là. Veggo , disse
la Marchesa , cli’e’fecero come Ruggiero ,
quando, in vece di trar fuori la spada ,
scuopre lo scudo luminoso dinanzi alla tur-
ba , che gl’ impediva la via , e passa oltre .
Crediate, Madama , egli rispose , che queL
lo scudo non ha virtù di abbagliare la vi-
sta di tutti. Molto ancora ci sarebbe da
dire , egli soggiunse rivoltosi a me . Ma a
che mettere in campo altre sperienze , ed
altri canoni ? A che veramente, io ripi-
gliai tosto ; quando sien frecce del mede-
simo turcasso, quando sien arme della me-
desima tempera? Già vroi, egli continuô a
dire, troppo avete in ammirazione ie cose
inglesi ;

Salve, o beata oltremarina piaggia,
Salve , terra felice , o dagli dei
Amata terra ! A te produr su dato

Colui,
loading ...