Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 294
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0302
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êg4 D i A L o G o

fdosofia, quanto il supporre, che la natu-
ra saccia in due differenti maniere una
cosa medesima. Col giallo , e coll’azzurro
della immagine solare , mescolati che sie-
no insieme , non si compone egli veramen-
te il verde ? Mai si, io risposi. Che ha
dunque bisogno la natura, egli riprese ,
di fare un verde primitivo , quando con
la mescolanza del giailo e dels azzurro è
già bello e fatto costesto verde ? Dite piut-
tosto , io risposi,

che è tra le cose di nabura strane ;

e non so , se si sa , percti ella ilfaccia :
come dice il nostro Berni, che non è giâ
sempre bernesco. Quello che si sa, disse
il signor Simplicio, ed è posto fuori di
ogni controversia , è , che la natura nelle
operazioni sue è semplicissima : e questo
fu tenuto in ogni tempo , e in ogni scuo-
la , come uno de’ più fondamentali princi-
pj della hlosofia î intantochè di più siste-
mi, che soddisfacciano egualmente a’ feno-
meni, quello sarà sempre preferito come
il vero , che sarà il più semplice . E la ra-
gione è in pronto. Chi dice più sempli-
çe , dice anche più bello ; che già non è

dubbio
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