Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 296
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0304
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Ì2gS D I A L O G o

-bì , non per questo si rimasel’o di mangia-
re, di correre, di saltare ; faceano ogni
cosa come gli altri cani . Qual uso si ab'
bia Veramente la milza, non si sa . E mi
potreste voi dire , signor Simplicio , a qual
uso sieno ne’medesimi cani appropriate queb
le parti, che nelle fémmine sono fatte per
raccogliere il latte , e nutrire i ìoro pic-
ciolini? Se adunque sia da procedere con
cautele grandissime, e con li calzari, co~
me si suol dire , del piombo , a fondare
argomenti e discorsi sopra la semplicità,
e sopra i fini della natura, vedetel voi.
Vero è , che il Neutono non si mostrò ab
cun tratto tanto schivo del ragionare sopra
le caus.e hnali ; ma è vero altresì, ch’ egli
avea spesso in bocca quel detto : o fisico,
guardan daìla metafisìca ; ben sapendo quan-
to noi fossimo lontani con la veduta cor-
ta di una spanna dal poter vedere le ra-
gioni, perchè le cose esser debbano in que-
sto piuttosto, clie in quell’ aìtro modo. E
già egdi nel nostro caso, disse prontamen-
te il signor Simplicio, non vorrà per nien-
te concedere, che quando due cose si tro-
vino in tutto e per tutto esser simili tra

loro ,
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