Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 298
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0306
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298 D I A L O G O

li con un prisma all’ occhio ; l’uno di es-
si lo vedrete, quale vi apparisce guardato
ad occhio nudo verde tuttavia quale era
prima, inalterabile , immutabile ; e 1’ altro
lo vedrete trasmutarsi, e risolversi in due
cerchietti l’uno giallo, e l’altro azzurro.
E simile prova potete fare col dorè ; che
simile ne vedrete l’effetto . Prova, disse
la Marchesa, che è un vero fendente di
Durindana, e taglia netto la quistione , sic-
chè non può rimanere attacco o dubbietà
alcuna, che il verde della immadne sola-
re non sia colore primitivo e semplice.
In fatti troppo avrebbe dello strano, che
primitivo non fosse quel colore, che do-
mina nel mondo. Di verde sono rivestiti
gli alberi e le piante ; di verde sono co-
perte le campagne e la terra . Perchè vo*
ler degradare un cosi bel colore, che si
direbbe il colore favorito della natura; di
cui ella, per dipinger le sue opere, e per
renderle alla vista più piacevoii, si è ser-
vita più che d’ogni altro ? E che è il sim-
bolo , si potrebbe anche dire, io soggiun-
si , di una cosâ tanto primitiva nell’uomo ,
com’è quella, che mai non lo abbandona;

che
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