Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 299
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0307
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0307
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
S E S T O . 299

che è la prima a nascere nel cnor sno, e
rultima a morire; che tien vivi i nostri de-
siderj , e colla vista lontana di un bene im-
maginario ne fa scordare i mali reali e
presenti . Ma buon per noi, Madama, che
abbiamo dalla nostra delle sperienze incon-
trastabili . E un tal modo di ragionare po-
tremo tenerlo in riserva per combattere
non ilDufay, ma quell’ altro francese, che
gli contese la gloria della scoperta, che tre
soli sieno i colori primitivi, e non più.
Asserisce gravemente costui, avere il Neu-
tono preso nelsottica di molti granchj , per
essere stato totalmente alb oscuro di quel
gran principio , che la natura , negli efset-
ti moltiplice, è unitaria, e assai sovente
trinüaria nelle cause. Che nuovo lintruaff-

O O

gio è mai cotesto ? disse la Marchesa . II
linguaggio d’ un uomo, io risposi, che sta
ora facendo in Parigi la più nuova cosa
del mondo : questa si è un gravicembalo
oculare , dove al muover de’tasti compa-
riranno varj pezzetti di nastri di diverso
colore, che saranno tra loro in quella ar-
monia, che ne’ gravicembali ordinarj sonO
i suoni medesimi. Godranno gli occhi su
' tale
loading ...