Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 301
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0309
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S E S T O • 3oi

sicura, io risposi, che quel suo bianco fos-
se il bianco , o sia l’aurino clella luce , e
non piuttosto un giallo sbiadato ? Yi dirô
bene , che il Dufay confessô , esser neces-*
sario , che quel suo bianco di tre soli co-
lori composto, perchè si potesse dire un
yero bianco , rendesce tutti e sette i colo-
ri della ixnmagine solare ; e promise solen-
nemente di farne la prova ; la quale non
è mai comparita. Ma corae mai il rosso
il giallo e r azzui’ro poteyan dare gli altri
quattro colori ; quando niuno di essi posto
al crociuolo , posto al tormento di qualun-
que prova , non ci dà altro colore che il
suo proprio ? E queste tali cose pur le sa-
peva il Dufay. Ma quello , che all’ intel-
letto dovette fargli alcun velo , ed essergli
anche occasione d’inganno, ful’aver udi-
to dire, che i pittori con tre soli colori
vi sanno fare tutti gli altri. E sirnilmente
con tre soli rami, l’uno per le tinte ros-
se , l’altro per le gialle , e il terzo per le
azzurre , impressi dipoi sulla medesima car-
ta , il Blon lavorava quelle sue stampe co-
lorate, che gareggiano cogli stessi quadri :
una veramente delle belle invenzioni deb-

la
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