Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 304
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0312
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3o4 D i a l o g o

detto cli ogni sorte di tinte nostrali, come
lian voluto fare taluni per mettere a ci-
mento la diversa refrangibiiità . E perchè
in certi casi la non si manifestô , presero
a negarla. Che direste voi a uno, il qua-
le negasse , che l’urto fa uscire i corpi di
luogo , perchè da un sanciullo non puô-
essere smosso un pietrone ? A questi tali
non è cla far risposta . Per altro la diver-
sa refrangibilità si manifesta, e si compro-
va anche ne’colori nostrali, chi li prende
più vivi e più netti che un puô, corne se
ne ha esperienza certissima . E chi dipin-
ge a spicchi una palla di bei colori, imi-
tando cjuelii del prisma , e la giri rapida-
mente intorno , ella apparisce tutta bian-
ca : salvochè, per pochezza cli lume, quel
bianco è languido ed ottuso , rispetto a
quelio , che si genera rimescolando insie-
me i colori del sole separati dal prisma.
E se la cenere turchina, e la polvere del
giallolino si meschino bene insieme, se ne
fa una polvere in apparenza verde , che
guardata con un buon microscopio ajrpari-
sce ‘ come un granito di punti gialli, ed
azzurri j dove la. polvere della terra verdé

guar-
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