Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 309
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0317
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd2/0317
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
S E S T O . Sôc|

Vedere dal Nollet refrangere diversamente
i raggi, come vanno alla Zaira del Yol-4
taire. E questo istesso Voltaire , disse la
Marchesa, non ha egli, per amore del
Neutono , cambiata per un tempo la lira
col compasso ? Si certo , io risposi ; e que-
gli, che poteva essere il Lucrezio di que-
sta filosofìa , amô meglio di esserne il Gas-
sendo. Yorreste voi adunque , entrô qui
a dire il signor Simplicio, ch’egli ci aves-
se cantato , e messo in rima la proporzio-
ne diretta delle masse , la reciproca dei
quadrati delle distanze,. con altre simili
gentilezze ? Chi meglio di voi, io risposi,
potrebbe giudicare dei soggetti convenien-
ti alla poesia ? Fate pur ragione , che ho
avuto il torto io. La ultima precisione , e
la fantasia sono in fatti quelle due gran
nemiche da non si potere aggiungere in-
sieme . E sembra cosi poco suscettibile di
locuzione poetica una proposizione di geo*
metria, che sarebbe di mossa pittoresca 1’
attitudine di un equilibrista. Ma quanti
altrx non si possono contare , oltre il Vol-
taire , che con illustrazioni, e con chiose
entrarono in îizza per il Neutono? De’ qua-

\ 3 li
loading ...