Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 323
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0331
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S E S T O . 5:2,3

nostre alFayorio . Poco appresso veniva quel
mare sparso qua e là cli navi , che cia ogni
parte della terra recano super/iuità in Eu-
ropa tanto necessarie alla vita . E quindi
mi passavano in mostra que’hurni dei nuo-
vo mondo , che menano diamanti con quel-
le montagne, che sono come gli scrigni
delle nostre ricchezze . E ciopo passato quell'
altro vastissimo mare , in cui sono cosa
ignota le tempeste, io vedeva le isole fe-
lici cli oriente ; e in’ era avviso sentir 1’ ali-
to di noce moscata e d.i garofani, di che
impregnano 1’aria dintorno . E iinalmente
io vecleva le coste di quel paese , dove
per cosa del mondo non si torcerebbe un
capello a una farsalla , e hannosi per nien-
te le vite degli uomini ; e clove la usanza
vuole , che le mogli abbiano da morire in-
sieme con un marito, che naturalmente
parlando , non amarono gran fatto in vi-
ta . Ma, ohimè ! ora mi accorgo deila leg-
genda che narrata vi ho , e deiio avere
troppo lungamente sospeso il ragionamento
vostro , e il piacer mio . Nè da voi, Ma-
dama, io ripresi a dire , vecier poteasi il
giro della terra in miglior compagnia , nè

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