Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 336
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0344
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rifse, posto ch’ elle fossero tutte massiceie
( che non è credibile il sieno ) , non deve
esser sentita da’corpi circonvicini, per la
tanto e tanto maggiore , onde sono attrat-
ti dal gran corpaccio della terra. Le mon-
tagne sono corae altrettanti granelli di sab-
bia sparsi qua e là sulla superhcie di un
gran pallone : e noi le reputiamo grandi,
perchè picciolini siam noi . Con tutto ciô
due de’ matematici francesi, che' andarono
al Perù , non poterono non esser mossi
alla vista delle montagne della Cordeliera,
e singolarmente del Chimborazo , che non
ostante i caldi della zona torrida, è in gran
parte coperto di neve perpetua , e in com-
parazione delle stesse nostre Alpi e de’Pi-
renei si direbbe un gigante ; tanto co’gio*
ghi, e colle spaile si spigne verso il cie-
lo. Essendo adunque quella montagna di
cosi ecc^ssiva e‘ disonesta gi’andezza, avvi-
sarono di calcolare, quanta esser dovesse
1’ attrazion sua verso un corpicciuolo, che
le fosse d’ appresso . II calcolo mostrè lo-
10, che dovea essere pur tanta da render-
si sensibile . E in fatti lo fu. Sentilla il
piombino de’ loro strumenti, il quale in,
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