Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 337
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0345
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S E S T O . 3S7

ogni aitro lnogo tenenclo esattamente il
perpendicolo, trovossi averne deviato pres-
so alla montagna, inclinando ad essa per
il valore di sette in otto minriti secondi .
E tal deviazione, entrô qui subito il sig.
Simplicio, batteva talmente, già ne son
sicuro, co’calcoli neutoniani, che non ci
era pure il minimo divario di un capello .
Nel vero , io risposi , quella deviazione si
trovô minore, che non avrebbe dovuto es-
sere. Ma se qui io vi dicessi col vostm
Petrarca ,

per lo migliore al clesir tuo contese P
Cotesto stesso divario mostra in sostanza
la verità de’ computi . Ed egli rispose : odi
nuova forma di sillogizzare, che si mette
ora in campo. Gli esfetti smentiscono i
calcoli ; e si ha da credere, che i calcoli
tornino a maraviglia cogli esfetti, e col
vero. Io per me, sia detto con pace de’
Neutoniani, ho preso di volermi attenere
alla loica , che s’ insegna di qua da’ monti.
Pur non vi gravi, signor Simplieio , io ri-
pigliai, stare ad udire questo sillogizzare
de’ Neutoniani. Pare a voi, che sia da
prestar fede a’matematici, quando dimo-
To: II. Y strano ,
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