Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 344
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0352
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3-44 D I A L O G O

pregava a yolere almeno rimanere a pran-
zo con noi ; ma non ci fu via di ritener-
lo. E cosi dopo che noi fummo rimasi
soli, la Marchesa riprese a dire. Da yoi
io pur debbo riconoscere d’ essere stata due
volte liberata dal signor Simplicio , prima
in qualità di poeta, e poi di filosofo : e
l’obbligo , che vi ho al presente , è tanto
inaggiore dell’ altro, quanto i falsi ragio-
namenti riescono più incomodi, che i cat-
tivi sonetti. Madama , io risposi, perchè
voler riconoscere da altri quanto avete prin-
cipalmente operato voi medesima? Voi fo-
ste già la Venere , che prestè il cinto al-
ia Minerva neutoniana per renderla dinan-
zi agli uomini graziosa : ed ora da Miner-
va stessa preso ayete l’armi per difendere
anche contro a’filosoH la verità. E ben
pare , che le belle donne esser sanno tut-
to quello , che lor piace di essere .
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