Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 354
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0362
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Cahiteà.

tre idee salvo quelle , che gli hanno for-
nito il gusto l’odorato l’udito il tatto , di
tutti i sentimenti il più gagliardo in esso
noi , per cui i ciechi conoscono le quali-
tà degli oggetti che sono a loro portata,
governano in gran parte la vita , e fanno
di cosi mirabili prove : nè egli puô altri-
menti sapere qual corrispondenza, qual pa-
rentela vi abbia tra le idee del tatto, e
le novelle , che gli entrano in folla per la
vista. E in tanto noi francamente afser-
miamo di vedere le forme, il rilievo , di
misurare con l’occhio le distanze degli og-
getti che ci sono innanzi, e possiamo real-
mente discernere l’uno oggetto dall'altro;
in quanto che avendo tante e tante volte
maneggiato quelle cose variamente pezzate
di luce di ombra e di colori che da noi
vedeansi, abbiamo appreso a concepire in-
sieme con tale apparenza e qualitâ di lu-
me di ombra e di colore , tali forine tali
distanze tali sfondi e rilievi , Per eseinpio
diversi appariscono sempre gli accidenti del
lume e dell’ombra in uno oggetto rilevato
da quelli, che appariscono in uno che sia
piano; diversi in un rotondo, e in un qua-

dra-
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