Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 355
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Dialogo. 355

tîrato : più debole è il lume nelle cose lon»
tane che nelle vicine : in un corpo cluro ©
liscioj come è il marmo, vivo e frizzante
è il lume, sfumato in un sosfice , come è
ùn guanciale. Tali cose ognuno di noi le
ha apprese e le ha su per le dita , quasi
non volendo , in virtù delle replicate pro-
ve j che ne ha fatto e ne fa giornalmente.
E quantunque niuna somiglianza ci sia in
realtà trâ il frizzante del lume e il liscio
del marmo , e cosi del resto ; a ogni mo-
do appena ne si affaccia all’ animo una di
queste idee, che l’altra, benchè difseren-
tissima , sorge anch’ essa in un baleno , &
le fa compagnia : non iii virtù, torno a
dire , di alcuna somiglianza, ma del lega-
me soltanto che hanno tra loro . Ma zit-
to : ecco , Madama j che al sentir colag-
giù gridar ohe ! nella volta del canale , as-
sai altre cose ne sorgono in mente , che
punto non somigliano a qüella voce . Non
è egli vero ,■ che noi vediamo tosto con
i’ animo il barcajüolo dar del remo in
âcqua ; vediamo la gondola, coloro che vi
son dentro , con quello che va insieme ?

Fece qui bocca da ridere Caritea, indi
Zi 2> riprese
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