Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 2) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-2]

Seite: 361
DOI Seite: 10.11588/diglit.28021#0369
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D i A L o G di 561

cotesta ! e non è lo stesso che dire, che
noi passeggiando camminiamo con un pie-
de solo ?

Almeno da questo, io risposi, non è
difhcile a comprendere , quanto sia talyol-
ta ridicolo quello , che pronunzia graye-
mente un filosofo . Ma egli è fuori di ogni
dubbio, che il tatto predomina in ogni
cosa agli altri sensi ; e nel vedere un og-
getto, non ostante *e due immagini che
ne riceviamo ; la forza predominante di es-
so , la qi.ale ne ha tante e tante volte cer-
tihcato , un solo esser 1’ oggetto da noi ve-
duto e non due, fa si, che lo vediamo
un solo » In virtù di prove mille e mille
volte ripetute , e che ne confermano sem-
pre lo stesso, il concetto della mente av-
valorato dal senso più forte giugne a cor-
reggere gli errori del senso più debole ; i
giudizj, senza che noi ce ne accorgiamo ,
s’ incorporano a poco a poco colle sensa-
zioni ; e il giudicare e il vedere diviene
una cosa. Basta anche in tal caso, che
le due immagini le riceviamo sempre ad
un modo ; yoglio dire , che cadano sempre
sopra parti della retina, che tanto nell’un

\ occhio
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