Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 68
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0076
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08 S A G G X O

1 a pittura . Non intendendo quello che uti
vede , non potrà mai fedelmente ricopiar-

10 . Nè pochi nè piccioli saranno gli er-
rori ch’ egli vi commetterà, per quanta dh
ligenza egli vi adoperi, per quanto studio
vi metta : come avviene appunto a un co-
pista, che trascriva da una lingua ch’ ei
non intenda ; ovveramente a un tradut-
tore , che nella sua lingua voglia recaro
una materia ch’ ei non possegga.

Che se -prxre desse F animo al pittore di
copiar esattamente, senz’ altro intendere ,

11 naturale o il modello ch’ egli ha innam
zi, e tanto gli dovesse bastare ; ciò non
può avvenire che assai di rado . Nelle at-
titudini posate e rimorte , in cui niun mem-
bro ha da apparire vivo o desto, il mo*
dello può rendere lungo tempo al pittore
una fedele immagine di quelle, e servirgli
di esempio . Non cosi negli atti che han-
no del pronto , nei moti violenti, nelie
attitudini momentanee, che occorre assai
più spesso di esprimere. II modello non
vi si può tenere che un instante o pochis--
simo tempo, venendo a languire ben to-
stp e a iiaccarsi in un atto, che da uno.

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