Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 90
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0098
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9° S A G G I O

dipoi Aristotele ricavare da cjnelle sovrane
opere dello ingegno umano ie regole e i
precetti delFarie poetica . Sino adunque
d. ’tempi di Fericie era ia prospettiva ri-
s .a L· :j-po di scienza: la quale non si
rimuse gxà confinata ne’teatri_, ma nelle
scuole trapassò della pittura , come un’ar-
te non meno necessaria a’ cjuadri , di quel-

10 che si fosse a’ teatri medesimi. Panfilo,

11 quale aprì in Sicione la più fiorita ac-
cademia del disegno , pubblicamente inse-
gnavala, afsermando espressamente , come
sen:: ' h geometria non potea fare in niun
modo i u “2 del dipingere (1). Cosicchè
innanzi ad Αρείΐβ , csie cli esso Panfilo fu
discepclo , innanzi a Protogene , e a que-
gli che ebbero già nella pittura il maggior
grido (2), era tra’ Greci praticata la pro-

spet-

(1) Ipse ( Pamphilus ) Macedo ?iatione, sed
primus in picticra omnibus literis eruditus,
prcecipue arithmetice et geometrice , sine cpui-
bics negabat artem perfici posse.

C. Plin. Nat. Hist. lib. XXXV. cap. 10.

(2) At in Aetione , Nicomacho , Protoge-
ne , Apelle jam pe?fecta sunt omnia .

Cic. cle claris oratoribus .
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