Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 100
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0108
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£0G Saggio

ritrarre, iramaginando che tale e cosi uni·*
ta dovesse essere la bellezza di Elena . Lo
stesso adoperarono alcun tempo innanzi gli
antichi scultori ; quando essi ebb.ero a iigu-
rare in bronzo od in marmo ie immagini
dei loro iddii, e de’ loro eroi. E , mercè
1 a durevolezza della materia , alcune delle
loro statue, le quali racchiudono in sè stes-
se tutta la possibile perfezione, che a par-
te'a parte trovasi in una infìnità d’individui
dispersa, ne rimangono ancora, coine uno
-Osempio non solo di giusta simmetria, ma
di grandiosità nelle parti, di decoro e di
contrasto nelle attitudini , di nobiltà nel
carattere ; ne rimangono in somma come
il paragone in ogni genere, e lo specchio
della bellezza (1). di vede quivi col pre-

cetto

(l) H’ Θεόί ι/λθ’ êV< yïlV ê'I Ùpctvît (jjtova <> u\qv ,
iuS'ict , ;/ σύγ ίβίΐί το'ν Θίόν όΛ.όμίνος.

Anthol.

Nec vero ille artisex, cum faceret Jovis for-
mam aut Minervœ , contevvplahatur alicjuem,
a cjuo siinilitudinem duceret, sed ipsius in.
mente insidehat species pulchritudinis eximia
cjuœdam , quam intuens , in eaque clefixus ,

ad
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