Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 106
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0114
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd3/0114
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
!o6 S A C- G I o

squmata degli scimiotti, che contrafsanno
Ü gruppo del Laocoonte , non altro egli
intese di mordere , se non se la stiticliez-
za di coloro , i quali non sapeano tirar se-
gno , che gesso o statua non avessero di-
nanzi per modello ; simili a quei letterati,
di cui si ride Montagna, che senza Γ aju-
to di una libreria non saprebbono porre in
carta due yersi.

In fatti ragione pur vuole, che rarteh-
ce sia tanto padrone nell’artesua, che non
abbia bisogno il più delle volte di esem-
pio . Se non che per giugnere a tal signo-
ria quanto non gli converrà aver sudato
da fanciullo , quanti giorni e quante notti
non dovrà egli avere spese dinanzi a' mi-
gliori esemplari ? Le più belle arie di vol-
to , che sonoci rimase dell’antico ; il Mer-
curio della galleria di Fiorenza ; il picciolo
Antinoo ; la giovanetta Niobe , di una nta-
dre bella hgliuola ancor più bella; l’Arian-
na, l’Alessandro, il Sileno , il Nilo, e al-
cune teste di Giòve, e’ dovrebbe , quasi
direi, ayerle imparate a memoria per aver-
le più e piti volte disegnate ; le più belle
figure eziandio , 1’ Apollo , il Gladiatore

la
loading ...