Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 116
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0124
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116 '5 A G G r o

Dopo Tiziano , che meditare non si potria
abbastanza , dopo aver diligentemente cem
cato Γ arte di lui, che meglio di ogni al-
tro Γ ha saputa nascondere , potrà il giova-
ne studiare Eassano e Paolo : e ciò per la
bravura, iierezza del tocco , e per la leg-
giadria del pennello . Per l’impasto, mor-
bidezza, e freschezza del colore, gli darà
di gran lumi anche la scuola lombarda ; e
potrà similmente con non picciolo suo van-
taggio considerare i principj e il fare del-
la Hamminga, la quale con quelle sue vela-
ture principalmente è giunta a dare una
lucidezza aile tinte, e un diafano che in-
narnora . Che se \rorremo préstar fede a
queiringlese gentile, che ai soli Italiani e
non ad altri sia dato nelle opere del dise-
gno mostrare ciò che è vera bellezza (i) ;
non è però da tenere con quell’antico poe-

ta,

Che non è nero ancora , e ’l bianco muore .

Dante Inf. cant. XXV.

(l) bi homely yieces ev n tlie DiLtch excell,
Italians only ca7i draw beauty well.

Duke of Buckino'ham on M. Hobbs .

O
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