Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 121
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0129
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SOPRA LA PlTTURA .
detto di un gi'an maestro , non è altro
che assuefarsi agli errori. II vero è la fon-
te , a cui clee attignere chi nel coiorito ha
sete di perfezione, come pel disegno sono
le statue . I Fiamminghi in efsetto, che non
d’ altro furono studiosi che del naturale ,
cpianto sogliono esser gofsi nel disegno , al-
trettanto riuscirono nel colorito eccellenti.

DELD ÜSO

DELLA CAMERA OTTICA.

JN' on è dubbio , che , se fosse dato all’ uo-
mo di poter veclere un cpiadro satto cli ma-
no della natura medesima, e stucliarlo a
suo agio , non fosse per trarne il più cli
proHtto , che immaginare per alcuno si
possa giammai, Siinili quadri gii dipinge la
natura clel continuo nell’ occliio nostro . I
raggi della luce , che procedono dagii og-
getti, dopo entrati neila pupilla, trapassa-
no Y umor cristallino, che simile a un gra-
no di lenticchia ne ha la grandezza e la
forma . Da esso refratti, vanno acl unirsi
nella retina, che trovasi nel fondo clell’oc-
chio ; e yi stampano la immagine. degli
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