Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 122
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0130
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd3/0130
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
12,2. Sàggio

oggetti , a cui voita è la pupiila ; dondé
poi Γ anima , in qualunque modo ciô av-
venga, gli apprende e viene a vedere . Un
tal magistero della natura, che si è a’mo·
derni tempi discoperto , potrebbe soltanto
dar pascolo alla curiosità de’filosofi, e per
i pittori rimanersi inutile ; quando Γ arte
non fosse giunta a contrafsarlo, e a ren-
derlo familiare e palese alle viste di tut-
ti. Per via di una lente di vetro e di uno
specchio, si fabbrica un ordigno , il quale
porta la immagine o il quadro di che che
sia , e di unJassai competente grandezza ,
sopra un bel foglio di carta , dove altri
puè vederlo a tutto suo agio, e contem-
plarlo : e cotesto occhio artifiziale , Came-
ra ottica si appella . Non dando esso sen-
trata a niuno altro lurne, fuorchè a quêl-
lo della cosa che si vuol ritrarre, la im-
magine ne riesce di una chiarezza, e dî
una forza da non dirsi. Niente vi ha di
più dilettevole a vedere, e che possa es-
sere di più utilità, che un tal quaclro . E
lasciando stare la giustezza dei contorni,
la verità nella prospettiva e nel chiaroscu-
ro, che nè trovarsi potrebbe maggiore , nè

con-
loading ...