Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 164
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0172
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prova all’ incontro fece il le Brun suo coran
patriota . Volendo far di suo capo ogni co-
sa, figurò neila galleria di Versailles non
allegorie , ma enigmi piuttosto e indovinel-
li acl isciogliei'e i quali egli solo esser po-
teva Γ Edipo . L’allegoria vuol essere non
meno ingegirosa che chiara ; e però si han-
no da fuggire quelle allusioni alla erudh
zione e alla mitologia, che per Γ universa-
le hanno troppo clel recondito, e quelle
generalità, che troppo lasciano la mente
nel vago . Miglior partito di tutti pare sia
quello di simboleggiar le cose morali e le
astrazioni, col figurare e mettere sotto gli
occhi avvenimenti particolari . E cosi ap-
punto nel palagio Farnese, conforme ai
dettami di monsignore Agucchi, fu ado-
perato da Annibale (1). Dovendosi espri-
mere Γ amore verso la pâèria, sarebbe ii
çaso di pinger Decio , quanclo , per ottener
vittoria contro a’nemici di Roma, si con-
sacra virtuosamente agii clei infernali. Giu-
lio Cesare , allorchè piagne dinanzi alla sta-
tua di Alessandro da lui vista nel tempio

di

(i) Bellori vita di Annibale Caracçi .
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