Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 168
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0176
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!iuÔ S A G- G I 0

ti 7 i pittoi'i avriano da pigliar i’ esempiô
dagli autori comici, i quali tessono la lor
favola col minor numero di personaggi che
è possibile . E di fatto la moltitudine del-
le fìgure in un quadro non dà manco no-
ja ai riguardanti, che si faccia una caloa
a chi cammina per la via.

Vero perô si è, che occorre assai volte
al pittore trattare di quei soggetti, che ri-
chiedono di lor natura una quantità gran-
dissima, e quasi un popolo di fìgure, E
in simili soggetti è della maestria dell’ ar-
tefìce il disporle in guisa, che vi campeg-
gino le principali, che la composizione non
ne rimanga soffocata , ch’ella abbia, come
si suol dire, i debiti respiri, che il qua-
dro sia pieno, non zeppo . Le battaglie di
Alessandro dipinte dal le Brun sono in
questa parte un esempio specchiatissimo,
e da non potersi guardare abbastanza . Nien-
te vi ha al contrario di più infelice , quan-
to alla disposizione, del famoso Paradiso
del Tintoretto, che tutta tiene una faccia-
ta nella sala del gran Consiglio di Vene-
zia. Uno ammonzicchiamento di fìgure è
da per tutto là entro, un formicajo , un

nuvolo ,
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