Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 178
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0186
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facsimile
ì y8 S A G G I O

da viyi e parlanti. E là veramente si esal-
ta la pittura, e diviene quasi maggiore di
sè, dove sa fare intendere assai più di
quello che un vede dipinto .

I mezzi, ond’ ella si serve per fare le
sue imitazioni, sono circonscrizione di ter-
mini, chiaxoscuro , e colori ; cose che pa-
|ono unicamente intese a ferire e a muo-
vere la potenza visiva. Pur nondimeno eh
la può ancora rappresentare il duro e il
molle , il liscio e Γ aspro, che sono della
ragione del tatto ; e ciò in virtù di certe
tinte, e di un certo chiaroscuro, che dif-
ferente si mostra nel marmo, nella scorza
degli alberi, nelle cose morbide e piumo-
se . II suono eziandio , e ìl passar da luo-
go a luogo è in suo potere di esprimere ,
mediante le ombre e i lumi, e certe par-
ticolari configurazioni. Chi non crede in

un

yvYii φνσιν τε uvSρατπίκν ευ ^ιασχεφ^χι, χχί ίχκ-
vòv έιναι ’■/νωματίΰσκι fàcàv σνμβολκ, χκι σιωττων-
των - -- -- -- -- -- --

Τύτων s ί ιχανωί ΐχων ζυναιρήσίΐ ττάντα, ν.αί £ρι·
γ« ύττοχρινΰτκι >ι χίίρ το ίχάστον ìρκμχ .

Philostr. junior. in proemio Iconum .
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