Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 192
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0200
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facsimile
iga S A G G I o

della stampa, per cui le opere <T ingegno
si vengono a moltiplicare a un tratto, e
a spargere cosi facilmente da luogo a luo-
go : e saria pur mercè, che fossero soltan-
to in istampa i buoni libri, ed in intaglio
i buoni qaadri. Se non che tra gl’ incon-
venienti che può trar seco Γ intaglio , e
quelli che la stampa , ci corre questo di-·
vario ; che senza paragone più picciola è
la perdita che un fa del tempo a guarda-
re una cattiva carta, che non fa a legge-
re un cattivo libro. A ogni modo il vede-
re di bei soggetti trattati da valentuomi-
ni, il vedere le varie forme, che prende
il medesimo soggetto nelle mani di difse-
renti maestri, feconderà non poco la men-
te del pittore , e sarà d’alimento al fuoce
ehe lo infiamma. Lo stesso farà simiimen-
te la lettura de’ buoni poeti, e degli stori-
ci, con le particolarità , e con la eviden-
za delle loro descrizioni : senza parlare di
quelle fantasie ed invenzioni, con che so-
gliono i poeti atteggiare abbellire ed esal-
tare tutto ciò che e’ trattano . Pareva al
Bouchardon, dopo letto Omero, che gli
uomini, secondo la propria sua espressio-

ne,
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