Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 194
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0202
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3 g4 S a g g I o

fu spirato Michelagnolo a rappresentar No-
stra Donna nella passione riguardante il Fi-
idio in croce ad occhio asciutto , non di
lagrime atteggiata nè di dolore, come è
costume degli altri pittori rappresentarla .
E il sublime concetto di Rafsaello, quan-
do hgura Iddio nello spazio immenso , che
Γ una mano distende a creare il sole r e
I’ altra la luna , è come un parto di quel-
le parole di Davide : i cieli narrano la glo-
ria (V Iddio, e le opere delle sue mani an-
nunzia il firmamento ( 1 ).

La

(l) Maie a proposito viene da uno Inglese
C I'Vehb an Inquiry into tJie Beauties of Pain-
tisig, Dialog. Vn.) per questa sua invenzio-
ne criticato Rasfaello . Un Dio , che stende
s’una mano al sole e I’altra alla iuna , fa an-
dare in niente la idea d’ immensità , che ac-
compagnar dovrebbe Γ opera della creazione ,
riducendola a un mondo , dic’ egli , di pochi
pollici . Da noi non vedesi altrimenti in quel-
la pittura un mondo di pochi pollici ; ma un
mondo di una scala molto maggiore, un mon-
do , che si stende a milioni e milioni di mi-
glia : e in virtù di quell’ atto di Domeneddio,
ehe con Γ una mano arriva al sole , e con I’al-

tra
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