Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 208
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0216
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2θ8 S A G G 1 O

altri nel disegnarla Γ abbia storpiata si o
no (x) . Assai meglio avvisava quel pittor
veneziano , il quale, quando un qualche

buorx

(l) Non milita se?Jipre cjuel cletto di Do-
natello a Filippo : To’ del legno , e fa tu .
Perche Γ altro 'potrà rispondere : Io non so
far meglio ; ma tuttavia so distinguer che tu
fai male . Bellissimo a cjuesto proposito è im
luogo di Dionigi jllicarnasseo nel giudicio
sopra la storia di Tucidide : non per questo
( dic’ egli ) perchè a noi maixca quella squisi-
tezza , e quella vivezza d’ ingegno, Ia quale eb-
bero Tucidide e gli altri scrittori insigni , sa-
remo egualmente privi della facoltà che essi
ebbero nel giudicare . Imperciocchè è pixr le-
cito il dar giudicio di quelle professioni , in
cui furono eccellenti Apeile Zeusi e Protogene
anche a coloro , i quali ad essi non possono
a verun patto agguagliarsi : nè fu interdetto
agli altri artefici il dire il parer loro sopra
I’opere di Fidia di Policleto e di Mirone , tuU
tocchè ad essi di gran lunga fossero addietro.
Tralascio che spesso avviene , che un uomo
idiota, avendosi a giudicare di cose sottoposte
al senso , non è inferiore a’ periti .

Carlo Dati postila IX. alla vita di Apelle «
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