Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 220
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0228
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220 S A G G X O

sai strano ; e ciô è, che nella sua bilancia
Rasfaello e Rubens tornano di un peso per-
fettamente e«'uale .

O

Raffaello per consentimento oramai uni-
versale ha aggiunto quel segno , cui pare
non sia lecito all’uomo di oltrepassare . La
pittura risorta in qualche modo tra noi,
mercè la diligenza di Cimabue, verso il
declinare del secolo decimo terzo ricevè
di non piccioli aumenti dall’ingegno di Giot
to , di Masaccio , e d’ altri : tantochè in
xneno di dugento anni arrivò a mostrare
qualche bella fattezza nelle opere del Ghir-
iandai di Gian Bellino del Mantegna di Pie-
tro Perugino di Lionardo da Yinci , il più
fondato di tutti, uomo di gran dottrina ,·
e che il primo seppe dar rilievo ai dipin-
ti . Ma con tutto che in varie parti d’lta-
lia avessero questi difserenti maestri porta·^
to innanzi Γ arte : seguivano però tutti a
un dipresso la stessa maniera , e si risem
tivano , chi più e chi meno , di quel fare
duro e secco > che in tempi ancor gotici
ricevè la pittura dalle mani del suo restau-
rator Cimabue : quando dalla scuola del
Permrino uscx R.affaelIo Sanzio urbinate , ©

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