Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 221
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0229
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SoPIÌA LA PiTTURA . 221

eon lo studio ch’ei pose nelle opere dei
Greci, senza mai perder d’ occhio la natn-
ra, venne a dar perfezione all’arte, e qua-
si Γ ultima mano . Ha costui, se non in
tutto, in parte grandissima almeno ottenu-
to i fmi, che nelle sue imitazioni ha da
proporsi il pittore ; ingannar Tocchio, ap-
pagar Pintelietto / e muovere il cuore . E
tali sono le sue fatture , che avviene assai
volte a chi le contempla di non lodar nè
meno l’arte del maestro , e quasi non vi
por cura , standosi tutto intento e rapito
nell’ azione da esso imitata, a cui crede in
fatti di trovarsi presente . Bene a Rafsael-
lo si compete il titolo di divino , con cui
viene da ogni gente onorato . Chi per la no'
biltà e aggiustatezza della invenzione , per
la castità del disegno, per la elegante na-
turalezza , per il fìor della espressione lo
meritò al pari di lui, e per quella indici-
bile grazia sopra tutto più belia ancora del-
la bellezza istessa, con cui ha saputo con-
dire ogni cosa ? Carlo Maratti in quella sua
stampa della scuola, clove ha simboleggia-
to ciò che ò necessario ad apprendersi dal
pittore , perchè e’ divenga eccellente nclP

arte
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