Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 223
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0231
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SoPPlA la Pittura . 22Ü

rivali il Parmigianino e il Goreggio . Ma
Γ uno ha oltrepassato il più delle volte :i
termini della giusta simmetria, Paltro nel-
la gastigatezza del dintorno non è giunto
a toccare il segno : e sogiiono cadere amen*
due massime il primo neli’ asfettazione .
Se non che al Goreggio si può quasi per-
donare ogni cosa per la grandiosità della
maniera , per quell’ anima che ha saputo
infondere alle hgure, per la soavità e ar-
monia del colorire, per una somma fmi-
tezza, ehe fa anche dalla lungi il più gran-
de esfetto , per quella inimitabile facilità
e morbidezza di pennello, onde le sue ope-
re pajono condotte in un giorno, e vedu-
te in uno specchio : del che è la più chia-

ra

laudatis omnibus , deesse iis jL?iam Venerem
dicebat, cjuam Grce.ci Charita vocant : cete-
ra omnia contigisse ; sed hac soli sibi nemi-
nem 'parem.

C. Plin. Nat. Hist. lib. XXXV. cap. 10.

Ingenio et gratia , rjuam in se ipse maxims
jactat, .Apelles est prcesta?itissi?nus .

Quintil. Instit. orat, lib. XII, cap. io,
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