Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 228
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0236
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pa8 S A G G I o

In quel medesimo tempo tanto alla pit-*
tura propizio si distinse Jacopo Bassano per
]a sorza del tignere, Pochissimi seppero al
pari di lui fare quella giusta dispensazione
idi lumi dall’ una all’ altra cosa 5 e quelle
selici contrapposizioni, per cui gli oggetti
dipinti vengouo a realmente rilucere. Egli
si potè dar vanto di avere ingannato un
Annibale Garacci ? come gij Parrasio in-
gannò Zeusi (1) ; ed ebbe la gloria 5 clie
non da altri clre da lui volie Paolo tmro-
nese che apprendesse Carletto suo figliuolo
i principj del colorire ,

Paolo veronese fu creatore di una nuo-
ya maniera ; che ben tosto ehbe in sè ri-
volti gli occhi di tutti, Scorretto nel di~
segno 5 e più ancora nel costume 3 inostrò
nelle sue opere una facilità di dipingere
da non dirsi > e un tocco che innamora .
Quanto di vago gli veniva mai veduto ,
quanto di bizzarro sapea concepir nella fan-
tasia , tutto entrar dovea ad ornare Ie sue
composizioni : e niente lasciò egli da ban-.

da ;

(O Vedi lo stesso nella vita di Aunibale
Caracci.
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