Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 243
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0251
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SoPJÌA LA PlTTURA 4

ìlon altro egli seppe trovare # se non che
hanno da tornar loro in grande nocumen-
to i iìati degli olj, gli aliti deì cinabro e
della biacca, Γ uno figiiuolo dell’ argento
vivo , l’altra estratta per forza di aceto dal
piombo : e della veneiica qualità di tali
inaterie ne è in sua sentenza un grave te-
stiinonio la corta vita de’più bravi pitto-’
ri ; dove egli intende senza dtibbio del
Parmigianino , del Goreggio * di Annibale,
con alcitni altri poclii ; e la morte segna-
tamente egli dice del principe della pittu-
ra Iiafsaello da Urbino j acoaduta, come à
tutti è noto, nel fìor della età (x) . Ai

cpiali

(1) Ego quìdein cjriotcjuot noui jnctores, et
in hac et ìn aliis urhibus , omnes feré sem-
-per 'valetudinarios observavi. Et si pictoruui
historice evolvantur, rioii achnodìun longaevos
Juisse constabit ; ac prœ/cipuè, cjui inter eos
praestantiores suei'int. Raphaelein Urbuiaierrt
pictorem celeberrimum iii ipso juventae fioré
e vivis èreptum fuisse legimus , cujus imiha-
turain riiortem Bcilthassar Castilioneus eiegah-
ti cartnine defievit

« » t * * slst alia potior cciussa subest, cjUiM

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