Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 248
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0256
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd3/0256
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
ia'4Ô ι5 A ί î I o

che grande utilità. Nè uscièri, nè guaruie
possono yietare ii passo alla noja, si ch’el-
la non trafori bene spesso in mezzo alle
più solenni udienze, e nelle ritirate di co-
loro , che il yolgo crede starsene in grem-
bo alla felicità. Da ciô nasce principalmen-
te, che furono in ogni tempo fayoriti, e
premiati da’principi i più valenti maestri
in pittura., quasi altrettanti operatori di
quel dolce incantesimo, che figura sopra
una tela quanto vi ha di più bello e di
più mirabile in natura , che trae Γ uomo
fuori di sè , e lo solleya in certa maniera
sopra di sè medesimo . A tutti è oggimai
noto , e sarebbe superfluo il ricordarlo ,
qualmente agli schiavi era proibito lo ado-
perarsi intorno a quest’ arte tra le liberali
la prima (1), che non meno utile che di

let-

(1) Et hujus ( Pamphili ) auctoritate esse-
ctuvi est Sicyone 'primum , deinde et in to-
ta Graecia , ut pueri ingenui ante omnia
graphicen , hoc est picturam i?i buxo doce-
rentur , recipereturque ars ea in primum
gradum liberaliinn . Semper cjuidem honos ei.
fuit, ut ingenui exercorent, mox ut honesti

per-
loading ...