Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 250
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0258
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û5o S A G G I O

rono que’ nostri pittori, le cui opere nobî-
litano i tempi che le videro fare, e i pae-
si che le posseg'gono al presente (1)?

C O N C L υ S I O N E .

Che se a questi nostri giorni giace pure
inonorata quest’ arte divina (2), nè i prin-
cipi le danno quel favore e quei premj ,
che altre volte le diedero ; egli è pur for-
za confessare , che non vi sono nè manco
eccitati dalla virtù. degli artefici . Hanno
essi da lungo tempo smarrito le veraci vie,
quali erano tenute dagli antichi maestri ;
sogliono chiamar secco quello , che più si
accosta alla naturale bellezza, e troppo ri-
cercato e peclantesco quello , che in sè
contiene alcsuanto di dottrina. JNon a con-

durre

(1) Primumcjue dicemus , quae restant de
'pictura arte quondam ηοόίΐί , tunc cum ex~
peteretur a regibus popidisque , et illos no-
biiitante quos esset dignata posteris tradere.

C. Plin. Nat. Hist. lib. XXXV. cap. 1.

(2) 7Ό îupypa'.

Philostrat. in proem. lib, I. de imag.
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