Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 280
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0288
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ώ8ο Saggîo soîra l'Accademia
cni rami non hanno quasi invidia ai disè*
gni di quel divino maestro . Sisto Badaloc-
chi all’ incontro , e il Lanfranco , come non
hanno eglino miseramente trattato in istam-
pa le logge del Vaticano, che pur da essi
furono dedicate a un Annibale ? E quanti
volumi non vanno attorno di starnpe nulfa
più pregevoli della prosa, in ehe il padre
Catrou, o l’ab. di Marolles ridussero i Yer-
si di Virgilio?

Una qualche maggior ragione sembra che
aver potessero gli architetti, ad esser con-
tenti delle semplici stampe ; non aitro fi-
nalmente ricercandosi nelle immagini degli
edihzj, che giustezza di misure : dove perô
è da considerare, che una cosa è vedere
in disegno una invenzione di architettura,
e un’altra il vederla in opera. Ognuno sa
il divario che corre tra la rappresentazione
geometrica di una fabbrica, quale secondo
il costume degli architetti la danno le stam-
pe, e la vista della stessa fabbrica, con
tutti gli efsetti di prospettiva che Γ accom-
pagnano. Neldisegno, per esempio , o nel-
Ia stampa di una facciata ogni cosa è rap-
presentata. secondo le vere sue diinensionî

e al-
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