Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 326
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0334
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1791bd3/0334
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
$2,6 S A G G J O

peccare di severità e di monotonia. II iea=>
tro VI resta quasi sempre solitario r se già
non si voglia porre nella schiera degli at«
tori quella marmaglia di comparse , che
nelle nostre opere sogliono anche dentro
al gahinetto accompagnare i re . Ed egli è
troppo difficile trovare halli, e simili altri
intrattenimenti, che ben si adattino con
azioni tolte dalla storia . Debhono essi in-
trattenimenti fare unità col dramma, esse-
re parti integranti del tutto , come gli or-
namenti nelle buone fabbriche, che non
servon meno a decorarle che a sostenerle.
Tale è per esempio nel teatro francese il
ballo dei pastori, che çelebrano le nozze
di Medoro e di Angelica, e fanno venire
Orlando che in essi si abbatte in cognizio-
ne dell’ estrema sua miseria. lSTon è cosx
degTintrattenimenti delle nostre opere ; che
quando bene in un soggetto romanojsi bal-
lo sia di soldati romani, non facendo esso
XXX ai parte delTazione, non vi è meno di-
sconveniente e posticcio, che la scozzese
o la furlana . Ond’ è , che i soggetti stori-
pi o hanno il psii delle volte a rimanersi

nu
loading ...