Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 330
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0338
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facsimile
53o S Α G G I ο

ge cli smancerie : e sarebbe ora il terapo
di rinnovare csuel decreto che fecero già
i Lacedemoni contro a colui, il quale per
lo steraperato amore della novità avea cli
sue bizzarrie infrascato la musica, e di vi-
rile, ch’ella era, I’avea resa efsemrainata e
leziosa . Della novità in tal genere sono
pur troppo vaghi i nostri uomini. Vero è,
che senz’ essa non avrebbe ricevuto la mu-
sica quegli auraenti, che ricevuto ha ; ma
egii è anche vero, che ha traboccato per
essa in quello scaclimento , di cui si dol-
gono i migliori. Sino a tanto che le arti
sono rozze per ancora, Γ amore della novi-
tà è vita cli quelle , ond’hanno incremento
maturità e perfezione ,· ma giunte al som-
mo, quel principio medesimo, che diede
loro la vita, è anche quello che clà loro
la morte. Appresso tutte le nazioni hanno
esse provato una simile vicencla ; e al di
d’oggi è in esempio tra noi singolarmente
la musica. Pusorta ne’pih barbari tempi in
Italia, si difsuse tosto per tutta Europa, e
venne anche dagli oltramontani coltivata a
segno, che ben si può clire aver essi per
qualche tempo dato la voce , e fatto agl

Ita-
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