Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 334
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0342
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334 S A G G I O

e la musica fosse scritta come si convie--
ne} non vi sarebbe maggior disconvenien-
za, che uno morisse cantando, che reci-
tando dei versi. Ad ognuno è noto , che
anticamente gli stessi poeti erano musici :
e con ciò la musica vocale era quale ha
da essere secondo la vera instituzione sua;
una espressitshe più forte più viva più cal-
da dei concetti e degli affetti deiranimo.
Ma ora che le due gemeile poesia e mu-
sica vanno disgiunte, qual maraviglia, se,
avendo uno a colorire quello che ha dise-
gnato un altro , i colori sieno bensi vaghi,
ma vengano sformati i contorni? A1 quale
inconveniente gsandissimo si troverà soitan-
to il rimedio nella cliscrezione del compo-
sitore medesimo , il quale dalla bocca del
poeta voglia udire le intenzioni sue, voglia
intenclersela con esso lui, prima di metter
nota in carta ; lo consulti dipoi sopi'a quan-
to avrà scritto ; ne abbia cjuella dipenden-
za, che avea il Lulli dal Quinault, il Yin-
ci dal Metastasio , quale giustamente la pre-
scrive la disciplina del teatro . '

‘Tra le disconvenienze della odierna mu~
sica dee notarsi in primo luogo ciò che la

prima
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