Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 3) — Venezia, 1791 [Cicognara Nr. 3-3]

Seite: 341
DOI Seite: 10.11588/diglit.28022#0349
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SOPRÀ L Opera in Musica . 341

quei tânti violini che l’accompagnano j
che altro mai fanno ,· se non abhagliare e
coprir la voee ? Pare, che per ogni ragione
se ne avesse a scemare il numero : tanto
più che ne sono bene spesso cosi afsollate
le nostre orchestre, che avviene in esse co-
me in un naviglio , che la gran moltitudi-
ne delle mani, in luogo che giovi al gover-
no di quello, gli è al contrario d’ impedi-
mento. Perchè non far lavorare maggior-
mente i bassi, che accrescere piuttosto il
numero de’ violini, che sono gli scui'i deh
la musica ? Perchè non rimettere i liuti e
ie arpe, che coi loro pizzicato danno a’ ri-
pieni non so che del frizzante? Percnè non
restituire il loro luogo alle violette, insti-
tuite già per fare la parte niedia tra i vio-
lini e i bassi, onde risultava l’armonia? Una
delle più care usanze al di d’ oggi, sicura
di levare nel teatro il maggior plauso col-
lo più strepitoso batter di mani, è il far
prova in un’aria di una voce e di un oboè,
di una voce e di una tromba ; e far tra
loro seguire con varie botte e risposte una
gara senza fine, e quasi un duello sino alF
ultimo fiato . Ma se tali schermagiie hanno

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